Archive for the ‘educazione’ Category

iEducAzione a quale prezzo?

mercoledì, marzo 3rd, 2010

L’ingresso delle nuove tecnologie nel mondo dell’educazione pone alcuni problemi di ordine etico e morale, soprattutto laddove la disuguaglianza sociale è ancora una realtà di fatto. Non sto parlando dei paesi in via di sviluppo, dove il digital divide è evidente e dove però si stanno già pensando soluzioni a basso costo per fornire la tecnologia ai bambini più poveri; mi riferisco piuttosto allo “svantaggio mediale” di casa nostra, a quei giovani che non sono cresciuti con la tecnologia a portata di mano, e che già adesso soffrono la distanza con i loro coetanei più “attrezzati” o, per dirla tutta, più “ricchi”. Sto parlando dei nuovi poveri, dei figli di immigrati, per la maggior parte sprovvisti di un computer e di ogni altra apparecchiatura elettronica. Non è fantasia purtroppo, chi vive nelle scuole di frontiera lo sa bene. Mi viene in mente la frase che disse una povera donna a un Lorenzo Milani ancora giovane, e non ancora prete, che mangiava beatamente un panino in una zona degradata di Firenze: “Non si mangia il pane bianco nelle strade dei poveri!”. Bisogna stare attenti quando si parla di nuove tecnologie, sia come educatori, che come Chiesa, ad accogliere tutti, anche coloro che al momento soffrono per questa mancanza.

Mi chiedo se le nostre parrocchie, le nostre diocesi non dovrebbero mettere a disposizione dei giovani “spazi di connessione” alla rete, gratuiti, protetti, educativamente propositivi ed efficaci. Occasione per dimostrare ancora una volta la vicinanza e l’attenzione della comunità ecclesiale ad un problema rilevante come quello del mondo giovanile più indigente.

Al tempo stesso promuovere una cultura dell’open source, del computer a basso costo, come quelli che Negroponte sta proponendo ai paesi poveri. Una sorta di “Carità Digitale” mi verrebbe da dire, e la Chiesa sono sicuro saprebbe fare bene in questo senso. Nel video qui sotto, viene illustrato il progetto “Pc nello Zainetto”, per fornire gli alunni di un computer low cost come sviluppo, anche nella scuola italiana, dell’idea di Negroponte.

Solo questione di “Facetiquette”?

venerdì, febbraio 26th, 2010

Come educatori e testimoni nel mondo digitale credo ci dobbiamo porre il problema di come essere presenti nel mondo del web e soprattutto nei Social Network, dove le nostre attività sono monitorate e rese pubbliche in ogni istante della giornata. Nel più popolare Social Network del momento cioè Facebook, non si contano più i cattolici, laici, religiosi, secolari che hanno scoperto e sono entrati entusiasticamente in questo mondo della rete sociale.
Una volta si parlava genericamente di Netiquette cioè di un “insieme di norme di comportamento in rete volte a favorire la convivenza e a promuovere il rispetto reciproco”. Nel web 1.0 si riferiva ad esempio un certo comportamento da tenere nell’inviare delle mail, oppure sui forum o nelle chat. Con i Social Network le regole sono cambiate e viene da chiedersi se alla parola “Netiquette” non si debba sostituire quella di “Facetiquette”, cioè di un comportamento corretto di usare la nostra faccia e il nostro nome, perchè poi di questo si tratta, nell’intrattenere relazioni con altri, specialmente con i più giovani. In una testimonianza verace e autentica anche in rete, non è però sufficiente il “bon ton” o se vogliamo la “Facetiquette”, da osservare quando si inviano messaggi o si condividono video. E’ qualcosa di più a mio avviso. Si tratta di offrire un testimonianza di vita, di coerenza, di fede adulta, e non il “fanciullino”, per dirla alla Pascoli, che è dentro ciascuno di noi e che in rete paradossalmente riemerge più che nella vita “reale”. Facebook non è un gioco e tutto ciò che facciamo, diciamo, esprimiamo a parole e non, viene visto, ascoltato, letto da tutti coloro che sono nella nostra rete. Bisogna “essere” innanzitutto per “condividere”, o meglio, condividiamo ciò che siamo.

Ha fatto bene il Papa nel suo messaggio per la 44ª giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, a mettere in guardia contro il “rischio di un’utilizzazione dettata principalmente dalla mera esigenza di rendersi presente, e di considerare erroneamente il web solo come uno spazio da occupare”.

Di questo credo proprio che a volte si tratti.

Un patto per l’iEducazione del terzo millennio

martedì, febbraio 23rd, 2010

Parlando di iEducazione, per quanto riguarda le giovani generazioni, non possiamo lasciare fuori dal discorso l’altra faccia della medaglia che sono gli insegnanti e gli educatori in genere. Sono reduce da un incontro con alcuni insegnanti di religione nel quale si è parlato appunto di come utilizzare le nuove tecnologie nella didattica quotidiana. Un misto di entusiasmo, paura, smarrimento, pervade i docenti nella scuola di oggi. A fronte di una piccola parte di loro/noi pronti a rimettersi in gioco, perchè lo hanno sempre fatto, pronti ad accogliere la sfida di una educazione che sia efficace con i giovani del nuovo millennio, una schiera di persone spaesate o addirittura impaurite di fronte al cambiamento in atto. Non ci sono coordinate precise da seguire al momento, solo alcune sperimentazioni; le difficoltà legate ad un nuovo modo di fare lezione si sommano alla scarsa competenza tecnologica con la quale la maggior parte degli insegnanti si trova a fare i conti. In attesa di una nuova generazione di insegnanti che verrà, si spera, nei prossimi dieci-quindici anni, c’è bisogno di un patto, di una convergenza tra docenti ed alunni. I docenti che vogliono percorrere la strada della multimedialità dovranno avere l’umiltà e il coraggio di farsi aiutare e guidare da chi ne sà più di loro, in questo caso i giovani. Non c’è da preoccuparsi, gli insegnanti hanno tanto da dire anche sul modo con cui utilizzare la rete, specialmente ai giovanissimi, e questo scambio, questa fusione di competenze umane e tecnologiche, porterà, ne sono certo, ad un arricchimento reciproco. Concludo citando una frase di Nicholas Negroponte che sarà presente al convegno di aprile, e che ha lanciato la campagna One Laptop per Child; a chi osservava che gli insegnanti non avrebbero saputo far funzionare i suoi portatili Negroponte risponde:

“Ogni volta che qualcuno mi chiede chi addestrerà gli insegnanti che insegneranno ai bambini come usare i laptop, mi domando da quale pianeta venga! E’ incredibile! Semplicemente incredibile! Perchè tutti noi sappiamo che siamo noi a chiedere ai nostri figli o ai nostri nipoti come si usa questa tecnologia. Il problema dell’addestramento, anche se non mi piace usare questa parola, perché la si usa con i cani non con le persone, è quello di far sì che gli insegnanti diventino sufficientemente sicuri di sè da accettare che siano i bambini a mostrare loro come si usa il laptop”. (N. Negroponte)