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		<title>Testimoni Digitali: cosa riportiamo a casa&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 06:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[testimoni digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato con l&#8217;udienza in Vaticano, è terminato il convegno &#8220;Testimoni Digitali&#8221; del quale potete rivedere le registrazioni sulla home page del sito. Stavo riflettendo in questi giorni su quali frutti, quali idee, quali suggestioni mi hanno accompagnato durante e dopo il convegno e vorrei condividerle con voi in tutta semplicità e amicizia. Comincerei dalla straordinaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/filippo-e-leunuco.jpg"><img src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/filippo-e-leunuco-236x300.jpg" alt="" title="filippo e l&#39;eunuco" width="236" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1041" /></a>Sabato con l&#8217;udienza in Vaticano, è terminato il convegno &#8220;Testimoni Digitali&#8221; del quale potete rivedere le registrazioni sulla home page del sito. Stavo riflettendo in questi giorni su quali frutti, quali idee, quali suggestioni mi hanno accompagnato durante e dopo il convegno e vorrei condividerle con voi in tutta semplicità e amicizia. Comincerei dalla straordinaria partecipazione che mi ha molto colpito, 1200 persone da tutta Italia, operatori del mondo della comunicazione, insegnanti, educatori, sacerdoti, vescovi, religiosi. Possiamo dire che la Chiesa era ben rappresentata in tutti i suoi carismi e vocazioni. Sono nate o si sono consolidate delle amicizie, la frase che ricorreva di più è stata &#8220;ci siamo conosciuti in rete, adesso ci siamo finalmente conosciuti di persona&#8221;. Questo è stato il primo frutto del convegno! Passare dal virtuale al reale, e chissà quante persone sono rimaste fuori, perchè non hanno fatto in tempo a prenotare: non oso immaginare quanti saremmo stati se il convegno non avesse avuto un limite numerico. Tutta questa adesione all&#8217;iniziativa la dice lunga sul bisogno dei cattolici di confrontarsi su questo tema quantomai attuale. Stiamo entrando ormai a pieno titolo nel continente digitale, senza paure, è stato detto una volta per tutte, ma con saggezza e prudenza. I rischi e i pericoli della vita &#8220;liquida&#8221; non devono scoraggiare e bloccare la testimonianza, ma al contrario portarla su un piano più alto che dia forma, sostanza e spessore alle relazioni in rete. Sono contento che si sia finalmente parlato a più riprese, Padre Spadaro prima e Padre Lombardi dopo, delle profetiche intuizioni di Theillard De Chardin sulla Noosfera, che conduce l&#8217;umanità al punto Omega, cioè alla riunificazione con Cristo, del quale la rete è una ulteriore tappa significativa. Mons. Celli ha usato un brano degli Atti, l&#8217;incontro di Filippo con l&#8217;Eunuco per descrivere l&#8217;incontro della Chiesa con il popolo della rete, quello che Papa Benedetto ha definito il &#8220;Portico del Gentili&#8221;, coloro che sono sfiduciati ed hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche. In questo &#8220;mare digitale&#8221; la Chiesa deve navigare con passione, ha detto il Papa, quell&#8217; &#8220;essere per esserci&#8221; che Mons. Pompili ha ricordato nella sua introduzione all&#8217;udienza. Il senso di questo incontro di Roma lo trovo riassunto in questi pochi passaggi, che come un unica voce ci chiamano ad abitare più consapevolmente di ieri gli spazi digitali. Per quanto riguarda l&#8217;educazione o meglio la iEducazione, forse sarebbe stato bello approfondire meglio il discorso, magari accogliendo esperienze di lavoro nel mondo degli adolescenti e preadolescenti, che poi sono i veri nativi digitali. Un suggerimento che magari sarà oggetto chissà del prossimo convegno, che speriamo non sia di nuovo tra 8 anni&#8230;</p>
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		<title>Alle porte del convegno</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 06:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo ormai prossimi al convegno &#8220;Testimoni Digitali&#8221; che inizierà domani pomeriggio a Roma e del quale potrete seguire la diretta a partire dalla home page del sito. Gli ospiti, i partecipanti e le attese sono molteplici; dall&#8217;ultimo convegno &#8220;Parabole mediatiche&#8221; sono passati tanti anni e nel frattempo il web è cambiato, la società è cambiata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/testi-digitali1.jpg"><img src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/testi-digitali1.jpg" alt="" title="testi-digitali" width="200" height="192" class="alignleft size-full wp-image-1032" /></a>Siamo ormai prossimi al convegno &#8220;Testimoni Digitali&#8221; che inizierà domani pomeriggio a Roma e del quale potrete seguire la diretta a partire dalla home page del sito. Gli ospiti, i partecipanti e le attese sono molteplici; dall&#8217;ultimo convegno &#8220;Parabole mediatiche&#8221; sono passati tanti anni e nel frattempo il web è cambiato, la società è cambiata, la Chiesa stessa sta cambiando per essere testimone anche nel mondo digitale. Mi ha colpito tuttavia l&#8217;<a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2010/documents/hf_ben-xvi_hom_20100418_floriana_it.html" target="_blank">omelia</a> del 18 aprile a Malta, di Benedetto XVI, nella quale il Papa ha messo in guardia i cattolici contro il rischio di una moderna idolatria che rischia di mettere sull&#8217;altare della fede la tecnologia piuttosto che Dio. Parole profondamente vere se pensiamo all&#8217;uso smodato che i nostri ragazzi fanno dei nuovi media. </p>
<blockquote><p>Saranno capaci di trovare nella loro vita testimoni digitali che mostrino la via di un uso sobrio e consapevole della tecnologia? Alla vigilia del convegno, insieme ai messaggi per le giornate delle comunicazioni sociali, le parole del Papa pronunciate a Malta, aiuteranno e guideranno le riflessioni in questi giorni importanti di incontro. Mi auguro che anche l&#8217;udienza in Vaticano di sabato mattina, porti nuova linfa al dibattito in corso nella Chiesa sulle tematiche legate alle tesimonianza evangelica nell&#8217;era crossmediale.</p></blockquote>
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		<title>Votati dai ragazzi?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 06:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
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		<description><![CDATA[La dove non arriva lo Stato arriva forse il web? Sembra che ormai in America, sia impazzata la moda di dare il voto ai professori su alcuni social network nati a questo scopo. Il fenomeno è cominciato nelle Università e nei Campus degli Stati Uniti e da noi è arrivato negli ultimi due anni. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/pagella.jpg"><img src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/pagella.jpg" alt="" title="pagella" width="230" height="318" class="alignleft size-full wp-image-964" /></a>La dove non arriva lo Stato arriva forse il web? Sembra che ormai in America, sia impazzata la moda di dare il voto ai professori su alcuni social network nati a questo scopo. Il fenomeno è cominciato nelle Università e nei Campus degli Stati Uniti e da noi <a href="http://www.votailprof.it">è arrivato</a> negli ultimi due anni. Non sono più solamente gli insegnanti a stilare i voti, ma anche gli alunni possono dire quanto quell&#8217;insegnane sia valido oppure no, a loro giudizio ovviamente. Molti insegnanti forse tremeranno? Che dire di questo fenomeno che per il momento non è ancora esploso in Italia come moda giovanile, ma che potrebbe prima o poi diventarlo? A ben vedere oggi tutto funziona con il voto, anzi con il televoto, e gli adolescenti attaccati al loro cellulare hanno il potere di decidere chi vincerà Sanremo o il Grande Fratello. Ci chiediamo se siano pronti per questo ruolo che il mondo della comunicazione stà sempre più mettendo nelle loro mani. In questa logica, più che altro commerciale, che si sta affermando, decidere se un concorrente o un insegnante debbano andare a casa, appare agli occhi dei ragazzi più o meno la stessa cosa. Un sistema di valutazione ben strutturato e più costante dei lavoratori, specie nel mondo della scuola, forse andrebbe introdotto, anche perchè si ha a che fare con &#8220;materiale umano&#8221;; da qui ad accogliere il giudizio degli alunni, ce ne corre. Eppure il nuovo corso della rete, quello social per intenderci, rischia di mettere in piazza con estrema facilità, quei difetti che anche un insegnante o un educatore modello può avere se in quel momento non risponde a determinate esigenze dell&#8217;utenza. Sarebbe forse il caso di ridimensionare il ruolo sempre più di primo piano che la società affida ai giovanissimi. Senza nulla togliere ad una serena e oggettiva valutazione dell&#8217;operato di un insegnante che deve venire però da fonti autorevoli e competenti. </p>
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		<title>Testimoni nel mondo digitale: alcune semplici regole</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 06:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapporto degli educatori con i minori in rete, richiede oggi ancor più che in passato, attenzione e anche una buona dose di precauzione. Sia come operatori nel mondo della scuola, che come operatori pastorali, catechisti, animatori ecc&#8230;, nelle relazioni mediali, considerando che i bambini cominciano a iscriversi a Facebook già in quarta elementare, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/oratorio.jpg"><img src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/oratorio.jpg" alt="" title="oratorio" width="250" height="235" class="alignleft size-full wp-image-941" /></a>Il rapporto degli educatori con i minori in rete, richiede oggi ancor più che in passato, attenzione e anche una buona dose di precauzione. Sia come operatori nel mondo della scuola, che come operatori pastorali, catechisti, animatori ecc&#8230;, nelle relazioni mediali, considerando che i bambini cominciano a iscriversi a Facebook già in quarta elementare, si devono seguire delle poche semplici regole, dettate più che altro dal buon senso e dalla saggezza dell&#8217;età adulta. Perchè da una parte la scuola, la chiesa stessa, invitano sempre di più gli educatori a entrare nel mondo dei giovani e utilizzare i nuovi media per relazionarsi con loro, dall&#8217;altra non essendoci regole chiare in proposito, si rischia che qualche genitore non approvi che si possa fare istruzione o educazione anche sul web con i loro figli. Prendiamo come esempio il social tetwork del momento, Facebook, dove è facile che gli alunni o i ragazzi del catechismo ci chiedano l&#8217;amicizia. Le possibilità possono essere solo due, o si accetta o non si accetta, sia che si tratti del nostro unico profilo, sia che si tratti di un altro account creato ad hoc per la scuola o per la parrocchia. Non accettare sinceramente mi sembrerebbe un venir meno allo spirito che anima il web 2.0 e l&#8217;entusiasmo con il quale i ragazzi vogliono che estendiamo la nostra amicizia verso di loro anche sul web. Accettare però significa avere la possibilità di rapportarsi a loro in modalità &#8220;uno a uno&#8221; che non è consigliabile specialmente con i più piccoli. Che fare allora? La soluzione a mio avviso risiede in un atteggiamento trasparente, corretto, anche nei confronti dei genitori, che devono essere informati nelle sedi più opportune, in parrocchia la domenica, a scuola nei ricevimenti o nei consigli di classe. Contestualmente è bene sempre far riferimento anche al Dirigente Scolastico o al Parroco. Un eccesso di prudenza in questi casi non è mai troppo. E anche nel caso in cui non ci siano, da parte dei genitori, ostacoli di nessun genere, come spesso succede, il consiglio è quello di scegliere bene la modalità di relazione tramite posta, messaggi in bacheca, commenti ecc&#8230; Personalmente mi sembra che l&#8217;invio generico di comunicazioni a tutti indistintamente (lezioni, avvisi, segnalazioni di materiali online, video ecc&#8230;) possa essere una strada percorribile, preferendo così la modalità &#8220;uno a molti&#8221;. Fatte salve queste poche semplici regole, sono sicuro che ognuno sceglierà le proprie strade per dialogare al meglio sul web con i ragazzi che gli sono affidati, basta però che le modalità siano state concordate e decise a priori, per la serena e pacifica convivenza e lavoro di tutti, educatori, genitori e figli.</p>
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		<title>Gli insegnanti di Religione Cattolica e i Nuovi Media</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 06:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[insegnanti di religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella rivoluzione digitale che ha investito la Scuola e la Chiesa negli ultimi due anni, non potevano certo mancare gli insegnanti di religione cattolica che da sempre hanno fatto dell&#8217;aggiornamento e dell&#8217;attenzione al mondo dei giovani il loro punto di forza. Avere un insegnante di religione che usa le nuove tecnologie in classe è un&#8217;esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/ora_di_religione.png"><img class="alignleft size-full wp-image-919" title="ora_di_religione" src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/ora_di_religione.png" alt="" width="250" height="282" /></a>Nella rivoluzione digitale che ha investito la Scuola e la Chiesa negli ultimi due anni, non potevano certo mancare gli insegnanti di religione cattolica che da sempre hanno fatto dell&#8217;aggiornamento e dell&#8217;attenzione al mondo dei giovani il loro punto di forza. Avere un insegnante di religione che usa le nuove tecnologie in classe è un&#8217;esperienza che molti dei nostri alunni hanno fatto o stanno facendo, molto più che con altre materie scolastiche. In questi tre anni di attività, con il mio blog ne ho incontrati tanti, che hanno cominciato un percorso immersivo nel mondo dei nuovi media, non senza difficoltà, che hanno trovato la forza si rimettersi in discussione e hanno ritrovato proprio in questo la spinta, l&#8217;orgoglio per andare avanti, nonostante le difficoltà che una materia opzionale come la nostra comporta. Monica, Carmela, Lavia, Loris, che hanno aperto un loro blog dedicato agli alunni, un blog educativo, ma anche tanti altri che fanno informazione, e altri ancora che animano i social network con una presenza costante e affidabile. Gli insegnanti di Religione hanno anche un loro <a href="http://ircduepuntozero.ning.com" target="_blank">piccolo social network</a> dove scambiarsi materiali, idee e suggerimenti: un modo per ritrovarsi e condividere alla fine della giornata le gioie e i problemi, con persone che vivono la stessa esperienza tutti i giorni e con le quali possono capirsi nel profondo. A Gennaio si è svolto un incontro con tutti i referenti regionali per le nuove tecnologie presso l&#8217;Ufficio Nazionale per l&#8217;Irc della CEI: si è parlato di libro misto, cartaceo e digitale, in arrivo dal 2012. Anche gli insegnanti di religione saranno presto travolti da questo cambiamento sostanziale per la scuola italiana, legata simbioticamete al tradizionale libro si testo. Gli insegnanti di religione però ci sono, sono già pronti, sapranno come sempre è successo, raccogliere la sfida di questo nuovo cambiamento sociale e insieme scolastico.</p>
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		<title>Podcast: la chiesa e la scuola vanno in onda</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 06:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei linguaggi emergenti nell&#8217;era crossmediale è indubbiamente l&#8217;uso del Podcast (Personal Option Digital Casting), come forma di comunicazione diretta, orizzontale e veloce. Il podcast, brevi trasmissioni audio di commento o lettura di brani, costituisce uno degli esempi più evidenti di quello che è stato chiamato in linguaggio 2.0, &#8220;User Generated Content&#8221; (contenuti generati dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/arinzepodcast.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-857" title="arinzepodcast" src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/arinzepodcast.jpg" alt="" width="165" height="165" /></a>Uno dei linguaggi emergenti nell&#8217;era crossmediale è indubbiamente l&#8217;uso del Podcast (Personal Option Digital Casting), come forma di comunicazione diretta, orizzontale e veloce. Il podcast, brevi trasmissioni audio di commento o lettura di brani, costituisce uno degli esempi più evidenti di quello che è stato chiamato in linguaggio 2.0, &#8220;User Generated Content&#8221; (contenuti generati dagli utenti). Se ne è cominciato a parlare con l&#8217;avvento dei primi iPod e con la possibilità di portare sempre con sè le trasmissioni o i file audio, da ascoltare in macchina, in autobus, in treno ecc&#8230; Uno dei primi podcast del mondo cattolico è stato quello ante-litteram del Card. Arinze, che già nel 2007 aveva realizzato il suo <a href="http://arinzewebcast.com/" target="_blank">blog</a> con la possibilità di ascoltare e scaricare le omelie della domenica. In questi ultimi tre anni i podcast cattolici sono cresciuti di numero e di qualità, tanto che oggi sul più popolare programma di iscrizione ai Podcast, iTunes, si trovano quelli di <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/religione-musica/id289238117" target="_blank">sacerdoti</a>, di <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/donboscoland-podcast/id152441619" target="_blank">movimenti giovanili</a>, e anche la Radio Vaticana ha il <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/radio-vaticana-clips-ita/id78693927" target="_blank">suo podcast</a>. Basta scorrere <a href="http://itunes.apple.com/it/genre/podcasts-religion-spirituality/id1439" target="_blank">questa lista</a> per rendersi conto di quanto il podcast sia diventato uno strumento e un linguaggio familiare nelle nostre parrocchie, movimenti e associazioni ma anche per il singolo credente che vuol far sentire la propria voce.  D&#8217;altra parte proprio per la sua economicità (a costo zero) e per la sua praticità, il podcast, può essere usato in parrocchia o in diocesi al posto o a integrazione della classica radio. Si possono mettere online notizie di eventi sia parrocchiali che diocesani, può sostituire almeno per quanto riguarda l’utenza giovanile, il vecchio giornalino di carta che veniva distribuito in chiesa la domenica mattina. I giovani possono portarsi nel loro lettore mp3 le omelie del Vescovo (come quelle fatte in passato dal Card. Tettamanzi per la Quaresima su Youtube), le letture della settimana (come avviene per il podcast sul <a href="http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&amp;oid=1003047" target="_blank">sito</a> della Diocesi di Milano e su quello delle <a href="http://www.paoline.it/Idee-per-pregare/TEMPO-DI-PASQUA/articoloRubrica_arb1000.aspx" target="_blank">Edizioni Paoline</a>). I ragazzi e i gruppi giovanili possono rendersi loro stessi autori di podcast, leggendo e raccontando le loro esperienze formative, il loro punto di vista su quello che avviene nel mondo, ecc&#8230;</p>
<p>La scuola in questo senso non è da meno. Come strumento prevalentemente audio, viene usato per creare audiolibri letti dagli stessi ragazzi, per creare radio-giornali di classe e come un ottimo strumento per cimentarsi con le lingue. Il bello del podcast è che si tratta di uno strumento &#8220;democratico&#8221;, perchè avvicina l&#8217;insegnante agli alunni e gli alunni tra di loro; per realizzare un podcast ci deve essere un vero lavoro di equipè: chi prepara i dialoghi, chi legge, chi inserisce il podcast online e così via. I ragazzi entrano a far parte del processo di apprendimento guidati dal loro insegnante.</p>
<p>Il podcast costituisce dunque una nuova forma di comunicazione che trova nei giovani possibili autori-fruitori; è la storia che va avanti che cambia linguaggi e modalità di trasmissione di contenuti, possiamo però dire che la chiesa e la scuola gli stanno andando volentieri incontro.</p>
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		<title>Internet in sicurezza</title>
		<link>http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/04/09/internet-in-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 05:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grande preoccupazione dei genitori che hanno figli &#8220;nativi digitali&#8221;, è che internet sia un mondo pericoloso, in gran parte sconosciuto, del quale però purtroppo non si può più fare a meno. Si stanno per fortuna moltiplicando gli incontri in parrocchia, i convegni, i seminari di studio, per &#8220;formare&#8221; i genitori alla conoscenza e alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/genitori-e-figli.png"><img class="alignleft size-full wp-image-818" title="genitori e figli" src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/genitori-e-figli.png" alt="" width="250" height="199" /></a>La grande preoccupazione dei genitori che hanno figli &#8220;nativi digitali&#8221;, è che internet sia un mondo pericoloso, in gran parte sconosciuto, del quale però purtroppo non si può più fare a meno. Si stanno per fortuna moltiplicando gli incontri in parrocchia, i convegni, i seminari di studio, per &#8220;formare&#8221; i genitori alla conoscenza e alle precauzioni da prendere insieme ai figli quando si entra in internet. Mercoledi 14 aprile al palafiori di Sanremo, è previsto il 4° convegno &#8220;Internet e minori: sicurezza in rete&#8221; dal titolo <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/04/07/83089/mercoledi-14-al-palafiori-il-convegno-anonimo-digitale-lidentita-dei-minori-su-internet" target="_blank">&#8220;Anonimo digitale: l’identità dei minori su Internet&#8221;</a>.  Il convegno è stato pensato come una giornata di formazione per giovani e adulti, sulla protezione dei dati e dell&#8217;identità personale nel mondo digitale della rete. L&#8217;Associazione Webmaster Cattolici ha messo a disposizione già da tempo, nel suo sito, una simpatica <a href="http://www.webcattolici.it/pls/webcattolici/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=212&amp;p_id_allegato=172&amp;p_url_rimando=%2Fwebcattolici%2Fallegati%2F212%2FDecalogo_def.pdf" target="_blank">guida illustrata</a> che può essere utile ad un genitore che vuole educare il figlio ad un corretto uso del computer e di internet. Di solito infatti gli atteggiamenti che vengono assunti dai genitori in questo senso sono molto sbrigativi e diciamo più &#8220;comodi&#8221;: o l&#8217;atteggiamento censorio, oppure quello permissivo/senza controllo, entrambi non adeguati ai ragazzi. Anche la Polizia di Stato, in collaborazione con Microsoft, ha lanciato in questi giorni un sito internet <a href="http://notizie.it.msn.com/polizia-di-stato/" target="_blank">&#8220;C&#8217;è più sicurezza insieme&#8221;</a>, dove reperire informazioni utili sulla navigazione sicura, una pagina su Facebook, <a href="http://www.facebook.com/pages/Rome-Italy/Agente-LISA/133285536373" target="_blank">&#8220;Agente Lisa&#8221;</a>, della quale ragazzi e genitori possono diventare fans, e una &#8220;Giornata della sicurezza sul web&#8221; che verrà celebrata ogni anno il 2 aprile. </p>
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		<title>Scuola Digitale? Una scuola aperta al mondo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 06:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[digital divide]]></category>

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		<description><![CDATA[La possibilità di colmare le distanze geografiche, grazie all&#8217;uso della rete, offre anche grandi opportunità di colmare la distanza culturale tra i giovani del mondo occidentale e i giovani dei paesi in via di sviluppo. Negli ultimi due anni sono stati avviati dei progetti di &#8220;ponte digitale&#8221; tra scuole italiane e scuole africane grazie ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/bambinoangola.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-794" title="bambinoangola" src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/bambinoangola-218x300.png" alt="" width="218" height="300" /></a>La possibilità di colmare le distanze geografiche, grazie all&#8217;uso della rete, offre anche grandi opportunità di colmare la distanza culturale tra i giovani del mondo occidentale e i giovani dei paesi in via di sviluppo. Negli ultimi due anni sono stati avviati dei progetti di <a href="http://www.focolare.org/articolo.php?codart=5914" target="_blank">&#8220;ponte digitale&#8221;</a> tra scuole italiane e scuole africane grazie ad associazioni che lavorano nel campo dell&#8217;e-inclusion e della educazione alla mondialità. Una prima esperienza in questo ambito è stata quella di offrire alle scuole del Camerun l&#8217;attrezzatura necessaria per un collegamento veloce ad internet anche in condizioni atmosferiche sfavorevoli, per poi passare alla fase successiva di scambio didattico-professionale tra studenti-docenti italiani e studenti-docenti camerunensi. Lo scopo è quello di creare una interdipendenza culturale tra due mondi lontani geograficamente tra di loro. L&#8217;Educazione digitale nel mondo globalizzato non può non tener conto di quelle realtà che non hanno le stesse opportunità del mondo occidentale e che tuttavia aspirano ad essere in rete e migliorare la loro condizione di vita. La foto che vedete in alto l&#8217;ho scattata io stesso in Angola due anni fa, in una remota regione interna, raggiungibile solo con un&#8217;unica strada coperta ancora da mine antiuomo. Questo bambino vive in capanne fatte di paglia e fango e proprio con il fango si è costruito un cellulare per gioco: in quel villaggio non arriva l&#8217;energia elettrica, non arriva l&#8217;acqua, non ci sono scuole, se non quelle degli istituti religiosi che non bastano però per tutti i bambini del villaggio. In queste realtà presto arriverà internet tramite rete gsm, i cellulari ci sono già; su questi &#8220;mondi altri&#8221; le nostre scuole, i nostri oratori potrebbero aprire delle finestre, per aiutare sia i giovani &#8220;ricchi&#8221; che quelli &#8220;poveri&#8221;, a uscire dai loro piccolo mondi fatti di &#8220;benessere tecnologico&#8221; gli uni, e di &#8220;povertà culturale&#8221; gli altri. &#8220;Gemellaggi digitali solidali&#8221;, piccoli miracoli che la rete può rendere oggi possibili.</p>
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		<title>Il digiuno e l&#8217;educazione alla rinuncia</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 07:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

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		<description><![CDATA[Colgo l&#8217;occasione del Venerdi Santo per fare una piccola riflessione sul digiuno e sull&#8217;educazione alla rinuncia, prima di andare in pausa per la festività di Pasqua. Non sono io a dirlo ma ormai è una opinione condivisa, come sia sparita dal vocabolario, almeno nel mondo occidentale, la parola rinuncia. Se questo è vero per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/sacrificio-gesù.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-752" title="sacrificio gesù" src="http://ieducazione.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2010/04/sacrificio-gesù.jpg" alt="" width="250" height="193" /></a>Colgo l&#8217;occasione del Venerdi Santo per fare una piccola riflessione sul digiuno e sull&#8217;educazione alla rinuncia, prima di andare in pausa per la festività di Pasqua. Non sono io a dirlo ma ormai è una <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_01/cattolici_digiuno_dimenticato_lorenzo_salvia_1828dd70-3d53-11df-9bd9-00144f02aabe.shtml" target="_blank">opinione condivisa</a>, come sia sparita dal vocabolario, almeno nel mondo occidentale, la parola rinuncia. Se questo è vero per il mondo degli adulti tanto più lo è per i nostri ragazzi, cresciuti in una società opulenta dove il sacrificio non è contemplato. Eppure il cristianesimo e di conseguenza la cultura occidentale, si basa su un &#8220;sacrificio&#8221;, quello di Gesù sulla croce. Negli ultimi due anni si è cominciato a parlare di un nuovo digiuno anche e soprattutto per i giovani, ma non rispetto ai cibi, quanto piuttosto alla loro vita virtuale. Quest&#8217;anno su Facebook è stato creato un <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=100219096687126&amp;ref=mf" target="_blank">&#8220;Evento&#8221;</a> al quale hanno aderito quasi 4000 persone, &#8220;Venerdi Santo senza Facebook&#8221;. Anche se questo non sarà il digiuno prescritto per questi giorni dalla Chiesa, è importante tornare a parlare una lingua adatta ai più giovani cominciando con questi piccoli gesti molto concreti, che educano comunque al senso della rinuncia. Mi auguro che il discorso possa continuare ed essere approfondito in altre sedi, nel frattempo vi saluto ringraziandovi e augurandovi una buona Pasqua in Cristo Risorto.</p>
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		<title>Il mondo in 3D</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 06:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca paolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3D, l&#8217;alta definizione, la realtà aumentata, sono i nuovi linguaggi con i quali presto, educatori e studenti dovranno fare i conti. La possibilità di entrare in un video, in una immagine, di muoversi in uno scenario tridimensionale offre senza dubbio enormi possibilità di comunicazione. Immaginiamoci di entrare in un filmato girato in Terra Santa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3D, l&#8217;alta definizione, la realtà aumentata, sono i nuovi linguaggi con i quali presto, educatori e studenti dovranno fare i conti. La possibilità di entrare in un video, in una immagine, di muoversi in uno scenario tridimensionale offre senza dubbio enormi possibilità di comunicazione. Immaginiamoci di entrare in un filmato girato in Terra Santa e vivere l&#8217;esperienza dell&#8217;incontro con la realtà in cui visse Gesù. L&#8217;ingresso del 3D nelle case prima, e nelle scuole dopo, sarà dunque una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire la comunicazione, al pari forse del cinema e della televisione, che permisero l&#8217;ingresso delle immagini in movimento; ricordiamoci l&#8217;effetto che fece la prima proiezione del film dei fratelli Lumiere sui presenti in sala. Ma il 3D offre anche spunti interessanti per ripensare ad esempio il libro di testo, si parla in questi giorni dell&#8217;arrivo dei libri 3D che tramite speciali occhialini si animeranno di immagini tridimensionali, video e animazioni. Anche per l&#8217;ostensione della Sacra Sindone si è discusso dell&#8217;utilizzo di speciali occhialini che permetterebbero una visione 3d del telo sindonico. La tridimensionalità entra dunque non solo nelle nostre scuole, ma anche forse nelle nostre chiese; con il vantaggio di permettere un&#8217;esperienza di partecipazione all&#8217;immagine più forte rispetto al passato, ma forse con lo svantaggio di perdere contatto con la realtà che ci circonda, specie se dovremo indossare occhiali speciali. Vero è che tra qualche anno per i nostri giovani vedere immagini e video bidimensionali, sarà come vedere adesso vecchi film in bianco e nero, senza dubbio belli ma solo per amanti del genere. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1RuZY1NfJ3k&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/1RuZY1NfJ3k&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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