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Cl@ssi 2.0 e LIM: qualcosa si muove nel mondo dell’istruzione

venerdì, marzo 5th, 2010

Anche la scuola italiana sta scegliendo l’innovazione tecnologica. Da quest’anno infatti 156 scuole selezionate in tutta Italia, porteranno avanti un progetto di sperimentazione di nuovi spazi di apprendimento chiamato Cl@ssi 2.0. Al momento le scuole sono state selezionate nella secondaria di 1° ma, stando all’ultimo incontro di coordinamento svoltosi a Roma in febbraio, presto partiranno le selezioni nella scuola primaria e secondaria di 2°.

In che cosa consiste il progetto? Dotare una classe delle più sofisticate tecnologie, dietro la presentazione di un progetto per creare nuove modalità di insegnamento/apprendimento, dove tutto viene rimesso in discussione anche la disposizione della classica aula scolastica, ormai considerata vetusta.

Le scuole selezionate, a partire dal settembre 2009, sono state invitate a relizzare 156 progetti diversi, sulla base di alcuni input dati dal Miur e dalle Università, con particolare attenzione all’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica. Il focus però non è tanto la tecnologia in sè, quanto l’utilizzo costruttivo che se ne può fare per lo sviluppo di competenze e apprendimenti significativi. Il progetto è monitorato dalla Fondazione Agnelli per la scuola, che in questi giorni sta girando in tutte le 156 classi e nelle relative classi di confronto (scelte nello stesso istituto scolastico) per somministrare questionari di ingresso del percorso, che sarà triennale.

E’ la prima volta che si pensa ad un cambiamento che arrivi dalla base e che non sia imposto tout court dal vertice e in questo forse sta la forza del progetto: dare voce alle scuole, agli insegnanti, agli alunni e ai loro bisogni formativi.

Insieme al progetto Cl@ssi 2.0 il Ministero della Pubblica Istruzione a partire da quest’anno, sta dotando le scuole italiane di Lavagne Interattive Multimediali (LIM) sostituendo di fatto la vecchia lavagna di ardesia, che apparteneva già alla scuola della mia generazione, ma ancor più drammaticamente alla scuola dell’800. Insieme alle cl@ssi 2.0, le lavagne interattive sono un ulteriore passo verso l’utilizzo didattico delle nuove tecnologie, che smuove gli insegnanti dal torpore e dalla routine in cui spesso finiscono, per rimescolare le carte e fornire agli alunni strumenti ed esperienze più coinvolgenti e al passo con i tempi che cambiano.

Fra noia e competenze digitali

lunedì, marzo 1st, 2010

“Se la noia fosse un fossile la scuola sarebbe un museo”, con queste parole uno studente italiano descrive la sua giornata a scuola. La noia, è facile intuirlo, nasce da una scollatura piuttosto drammatica, nel vissuto quotidiano dei nostri giovani, e cioè tra il loro stare a scuola e il resto della loro giornata. A scuola passivi uditori di monologhi “unimediali”, cioè che usano spesso un solo canale di comunicazione, la voce dell’insegnante, a casa attivi fruitori, e al tempo stesso generatori, di contenuti “multimediali”, nei quali i canali di comunicazione differiscono e si intrecciano tra loro. Ma forse la noia non è l’unico problema e sicuramente non è quello più importante. Che la noia faccia parte della vita, è bene che i ragazzi comincino a sperimentarlo già da piccoli, non è mai stato divertente studiare e impegnarsi a fondo in una attività disciplinare. E non è bene neanche che si abituino al “consumismo didattico”, cioè ad avere sempre qualcosa di nuovo e divertente da fare. Tuttavia quello che forse è importante sottolineare è che la distanza che si è venuta a creare negli ultimi anni tra i due mondi nei quali i ragazzi passano la loro vita, la scuola e la loro casa, rischia di compromettere la formazione di futuri cittadini capaci di padroneggiare le tecnologie dell’informazione e quindi in grado di soddisfare le richieste del mercato del lavoro. E’ anche per questo che l’UE già da anni sta investendo sulla formazione digitale delle nuove generazioni; le competenze digitali rientrano infatti tra le competenze chiave di cittadinanza uscite dalle Raccomandazioni del Consiglio Europeo del dicembre 2006.

Anche la scuola italiana si sta attrezzando con le LIM (Lavagne interattive multimediali) e con il Progetto Cl@ssi 2.0 sul quale ritorneremo in seguito. La finalità di tutto questo è rimotivare lo studente alla scuola, ma anche fornirlo di quel background tecnologico che lo possa sostenere nel corso degli studi. Il video che ho inserito qui sotto, in modo forse un po’ perentorio, invita a riconsiderare l’insegnamento a partire dall’uso delle nuove tecnologie che ormai fanno parte del vissuto dei ragazzi e che possono arricchire il fare scuola nel XXI secolo.

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