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Votati dai ragazzi?

lunedì, aprile 19th, 2010

La dove non arriva lo Stato arriva forse il web? Sembra che ormai in America, sia impazzata la moda di dare il voto ai professori su alcuni social network nati a questo scopo. Il fenomeno è cominciato nelle Università e nei Campus degli Stati Uniti e da noi è arrivato negli ultimi due anni. Non sono più solamente gli insegnanti a stilare i voti, ma anche gli alunni possono dire quanto quell’insegnane sia valido oppure no, a loro giudizio ovviamente. Molti insegnanti forse tremeranno? Che dire di questo fenomeno che per il momento non è ancora esploso in Italia come moda giovanile, ma che potrebbe prima o poi diventarlo? A ben vedere oggi tutto funziona con il voto, anzi con il televoto, e gli adolescenti attaccati al loro cellulare hanno il potere di decidere chi vincerà Sanremo o il Grande Fratello. Ci chiediamo se siano pronti per questo ruolo che il mondo della comunicazione stà sempre più mettendo nelle loro mani. In questa logica, più che altro commerciale, che si sta affermando, decidere se un concorrente o un insegnante debbano andare a casa, appare agli occhi dei ragazzi più o meno la stessa cosa. Un sistema di valutazione ben strutturato e più costante dei lavoratori, specie nel mondo della scuola, forse andrebbe introdotto, anche perchè si ha a che fare con “materiale umano”; da qui ad accogliere il giudizio degli alunni, ce ne corre. Eppure il nuovo corso della rete, quello social per intenderci, rischia di mettere in piazza con estrema facilità, quei difetti che anche un insegnante o un educatore modello può avere se in quel momento non risponde a determinate esigenze dell’utenza. Sarebbe forse il caso di ridimensionare il ruolo sempre più di primo piano che la società affida ai giovanissimi. Senza nulla togliere ad una serena e oggettiva valutazione dell’operato di un insegnante che deve venire però da fonti autorevoli e competenti.

Un patto per l’iEducazione del terzo millennio

martedì, febbraio 23rd, 2010

Parlando di iEducazione, per quanto riguarda le giovani generazioni, non possiamo lasciare fuori dal discorso l’altra faccia della medaglia che sono gli insegnanti e gli educatori in genere. Sono reduce da un incontro con alcuni insegnanti di religione nel quale si è parlato appunto di come utilizzare le nuove tecnologie nella didattica quotidiana. Un misto di entusiasmo, paura, smarrimento, pervade i docenti nella scuola di oggi. A fronte di una piccola parte di loro/noi pronti a rimettersi in gioco, perchè lo hanno sempre fatto, pronti ad accogliere la sfida di una educazione che sia efficace con i giovani del nuovo millennio, una schiera di persone spaesate o addirittura impaurite di fronte al cambiamento in atto. Non ci sono coordinate precise da seguire al momento, solo alcune sperimentazioni; le difficoltà legate ad un nuovo modo di fare lezione si sommano alla scarsa competenza tecnologica con la quale la maggior parte degli insegnanti si trova a fare i conti. In attesa di una nuova generazione di insegnanti che verrà, si spera, nei prossimi dieci-quindici anni, c’è bisogno di un patto, di una convergenza tra docenti ed alunni. I docenti che vogliono percorrere la strada della multimedialità dovranno avere l’umiltà e il coraggio di farsi aiutare e guidare da chi ne sà più di loro, in questo caso i giovani. Non c’è da preoccuparsi, gli insegnanti hanno tanto da dire anche sul modo con cui utilizzare la rete, specialmente ai giovanissimi, e questo scambio, questa fusione di competenze umane e tecnologiche, porterà, ne sono certo, ad un arricchimento reciproco. Concludo citando una frase di Nicholas Negroponte che sarà presente al convegno di aprile, e che ha lanciato la campagna One Laptop per Child; a chi osservava che gli insegnanti non avrebbero saputo far funzionare i suoi portatili Negroponte risponde:

“Ogni volta che qualcuno mi chiede chi addestrerà gli insegnanti che insegneranno ai bambini come usare i laptop, mi domando da quale pianeta venga! E’ incredibile! Semplicemente incredibile! Perchè tutti noi sappiamo che siamo noi a chiedere ai nostri figli o ai nostri nipoti come si usa questa tecnologia. Il problema dell’addestramento, anche se non mi piace usare questa parola, perché la si usa con i cani non con le persone, è quello di far sì che gli insegnanti diventino sufficientemente sicuri di sè da accettare che siano i bambini a mostrare loro come si usa il laptop”. (N. Negroponte)