Anche la scuola italiana sta scegliendo l’innovazione tecnologica. Da quest’anno infatti 156 scuole selezionate in tutta Italia, porteranno avanti un progetto di sperimentazione di nuovi spazi di apprendimento chiamato Cl@ssi 2.0. Al momento le scuole sono state selezionate nella secondaria di 1° ma, stando all’ultimo incontro di coordinamento svoltosi a Roma in febbraio, presto partiranno le selezioni nella scuola primaria e secondaria di 2°.
In che cosa consiste il progetto? Dotare una classe delle più sofisticate tecnologie, dietro la presentazione di un progetto per creare nuove modalità di insegnamento/apprendimento, dove tutto viene rimesso in discussione anche la disposizione della classica aula scolastica, ormai considerata vetusta.
Le scuole selezionate, a partire dal settembre 2009, sono state invitate a relizzare 156 progetti diversi, sulla base di alcuni input dati dal Miur e dalle Università, con particolare attenzione all’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica. Il focus però non è tanto la tecnologia in sè, quanto l’utilizzo costruttivo che se ne può fare per lo sviluppo di competenze e apprendimenti significativi. Il progetto è monitorato dalla Fondazione Agnelli per la scuola, che in questi giorni sta girando in tutte le 156 classi e nelle relative classi di confronto (scelte nello stesso istituto scolastico) per somministrare questionari di ingresso del percorso, che sarà triennale.
E’ la prima volta che si pensa ad un cambiamento che arrivi dalla base e che non sia imposto tout court dal vertice e in questo forse sta la forza del progetto: dare voce alle scuole, agli insegnanti, agli alunni e ai loro bisogni formativi.
Insieme al progetto Cl@ssi 2.0 il Ministero della Pubblica Istruzione a partire da quest’anno, sta dotando le scuole italiane di Lavagne Interattive Multimediali (LIM) sostituendo di fatto la vecchia lavagna di ardesia, che apparteneva già alla scuola della mia generazione, ma ancor più drammaticamente alla scuola dell’800. Insieme alle cl@ssi 2.0, le lavagne interattive sono un ulteriore passo verso l’utilizzo didattico delle nuove tecnologie, che smuove gli insegnanti dal torpore e dalla routine in cui spesso finiscono, per rimescolare le carte e fornire agli alunni strumenti ed esperienze più coinvolgenti e al passo con i tempi che cambiano.