In questi giorni mi sono divertito a scuola a fare un sondaggio tra i miei alunni dell’ora di religione sull’uso di Facebook e dei social network in generale. Ho posto loro alcuni semplici domande alle quali sono stati ben contenti di rispondere, visto che a questo argomento sono molto interessati e a scuola non ne parlano mai con gli insegnanti. Alla base della mia inchiesta il desiderio di capire come i social network, Facebook in primis, cambino le abitudini, il modo di pensare, il modo di relazionarsi dei giovani di oggi. Le risposte che hanno dato i ragazzi fotografano abbastanza bene e in parte spiegano quello che sta succedendo alle giovani generazioni di nativi digitali. Premesso che i risultati del sondaggio sono del tutto opinabili, perchè frutto di un campione di giovani molto limitato, ciò che è emerso si può sintetizzare così:
1 – Gli adolescenti passano in media 1,30-2,00 ore al giorno sui social network
2 – I motivi principali per cui si entra in un social network sono:
a) per giocare
b) per chattare
c) per condividere foto, filmati e frasi
d) per conoscere nuovi amici
3 – I social network aiutano ad avere e ad essere più amici, a fare conoscenze che poi diventano reali, a recuperare amici persi, ad essere più estroversi e meno timidi, ad aprirsi di più, aiutano ad essere più pazienti.
4 – I social network sono una fonte di informazione per ciò che avviene nel mondo, aiutano a conoscere i problemi dell’ambiente, della violenza e rende più consapevoli di ciò che ci circonda
5 – Alla domanda se i social network possono aiutare ad essere migliori, peggiori o nessuna delle due, gran parte degli adolescenti sostiene che rende migliori oppure non influisce sul proprio modo di essere, solo in pochi sostengono che i social network possano influire negativamente sul proprio carattere.
6 – L’iscrizione a gruppi di tipo socio-umanitario porta a conoscere situazioni ed emergenze prima ignorate. Per alcuni però la condivisione di link per cause come anche l’iscrizione a questi gruppi sarebbe inutile perchè non porta ad un cambiamento immediato della situazione denunciata.
Prima considerazione da fare è che i social network, che lo si voglia o no, sono per la maggior parte degli adolescenti una esperienza significativa, al pari di altre esperienze della loro vita reale (scuola, sport, amici…); proprio per questo forse tendono a mitizzare lo strumento vedendone solo gli aspetti positivi, che comunque ci sono, e a non considerare quelli negativi altrettanto possibili. Seconda considerazione è che non essendoci molti spazi aggregativi oltre alla scuola, i social network stanno diventando per gli adolescenti un modo per coltivare e accrescere le loro amicizie. Terza considerazione che non emerge dal sondaggio ma che traggo dai colloqui fatti con loro, è che i genitori, salvo rari casi, non riescono a educarli ad un uso consapevole del mezzo, perchè non lo conoscono e i giovani in genere diffidano di chi parla loro senza cognizione di causa solo per fare una classica “romanzina”. Quarta ed ultima considerazione: forse è ancora presto per capire come questo modo nuovo di entrare in relazione con persone ed eventi da parte dei giovani, cambierà il volto delle società occidentali nel prossimo futuro; in questa fase però una cosa importante la possiamo fare, possiamo metterci ad ascoltare i giovani, possiamo “incarnarci” nella loro realtà per capire le attese, le domande che emergono da questo desiderio di stare in rete, di “esserci”, di “essere insieme”, che caratterizza la loro vita digitale in questo tempo e in questo “luogo – non luogo”, in cui siamo chiamati come testimoni ad annunciare la “buona notizia” che salva.